250 anni e non sentirli

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La chiesa parrocchiale attuale sorge sulle fondamenta, si suppone in quanto mancano documenti dl verifica, dell’antica chiesa ormai fatiscente con la stessa dedicazione a San Martino Vescovo di Tours. La nascita, o meglio la necessità di erigere iI nuovo edificio sacro, riporta al periodo in cui l’apparato parrocchiale e i rappresentanti del Comune di Porzano di buon accordo decisero.

Così si legge nella memorie storiche di Luigi Cirimbelli “Parrocchia San Martino in Porzano”, edito nel 1995: Nelle sede comunale, correndo l’anno 1756, convocati tutti i capi famiglia della Vicinia, Il rettore don Angelo Polizzari, promotore dell’iniziativa e con l’appoggio dell’arciprete di Bagnolo don Benedetto Perugini, insieme deliberarono con unanime adesione di costruire il nuovo edificio parrocchiale. Il 29 aprile 1756, lo stesso rettore presentò il progetto al Vicario Generale della diocesi per la dovuta approvazione con queste lettera: “Essendo venuto in deliberetione la spettabil Comunità di Porzano di fabbricare una nuova parrocchiale nello stesso sito della vecchia, anco supplico io Parrocho intraecritto tutto il mio assenso, supplico l’Illustrissimo signor Vicado Generale ed Episcopale per le decretatione del modello che le sarà esibito, sempre le ragioni ed il gius parrocchiale”.

In fede Angelo Pelizzari rettore di Porzano.

La proposta venne accolte e il Vicario Generale, Giacomo Soncini, concedeva con sollecitudine l’autorizzazione alla costruzione, il 30 aprile 1756, nella Cancelleria vescovile dl Brescia. Il progetto venne approvato con la medesima invocazione di San Martino vescovo e in conformità alle prescrizioni di s. Carlo e messo in opera sotto la direzione anche del Reverendo Signor Rettore e senza alcun anche minimo pregiudizio dei diritti parrocchiali.

II progetta conservato nell’Archivio Vescovile di Brescia, manifesta chiaramente la mano di Antonio Marchetti (1724-1791) e l’architettura dell’edificio, realizzata abbastanza fedelmente secondo le indicazioni progettuali. Le pianta si articola in due eleganti vele — che si impostano su due semplici campate a lesene — e in un presbiterio coperto de un’aerea calotta ellittica. La facciata, scandita nell’ordine inferiore da lesene doriche e nel superiore da lesene vagamente ioniche, si segnala per la composta e raffinata eleganza quasi neoclassica.

La chiesa di Porzano si segnala tra le tante costruite nel territorio bresciano nel Settecento, non solo per la sua eleganza, la sua spiccata fedeltà alle indicazioni progettatili e per la rapidità e completezza dell’esecuzione nei pochi anni di apertura del cantiere (la chiesa non é molto grande ma comunque deve aver avuto dei finanziatori facoltosi e generosi, considerando la scarsa popolazione del paese) é uscito un complesso architettonico di una omogeneità rara e non scalfita dai successivi interventi. I lavori furono diretti dal capo maestro della fabbrica Gio. Antonio Lenza di Brescia.

Terminata in tempo di record il parroco don Angelo Pelizzari Intasi dichiara che: “Si fa indubitata fede e certa notizia si de siccome nel corrente giorno é stata benedetta la Nuova Chiesa parrocchiale di Porzano — principiata fanno 1756 — dal reverandissimo signor arciprete di Bagnolo don Benedetto Perugini e quasi con tutto il suo clero venuto a concelebrare le suddetta funzione”.

Dal 1765 in poi la chiesa è stata soggetta a continue variazioni indicate dai suggerimenti soprattutto al susseguirsi delle Visite Pastorali. Da sottolineare sopra l’altare maggiore ove domina la pala dipinta da Alessandro Bonvicino detto il Moretto. Su questa pala il Guerrini ci ha lasciato questa nota: “Un quadro a guazzo di una Madonna con il Bambino in braccio, del Moretto, con un piede sopra la luna vale liri di piccole 36”. Successivamente scrive: “E sebbene non sia da mettere tra le opere migliori di quel grande nostro artista, l’impronta morettiana risulta subito a chi guarda questa bella tela che non è trascurabile omamento alla chiesa di Porzano”.

Manutenzioni ordinarie e straordinarie si sono succedute nel corso degli anni e tra le più recenti ricordiamo l’intervento radicale dell’intonaco esterno con riporti alle modanature seriamente deteriorate dalle intemperie (1987-1988). Il riordino totale del tetto con la sostituzione di alcune travi portanti, scossaline e pluviali di perimetro (2013). In atto (2015) si sta operando al restauro interno, abside, navata e altari laterali e poi… sarà necessario metter erano alla tinteggiatura esterna a completamento dell’opera.

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