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L’uomo è un’isola nel mare dell’esistenza, che interroga le onde sperando gli raccontino che qualcosa esiste, oltre la finitezza del proprio orizzonte. E ogni sua domanda è preghiera.

Avverte una solitudine incapace di definizione, che assomiglia forse alla sete del naufrago: acqua, acqua ovunque e non una goccia da bere – superficialmente tutto appare insomma apparecchiato per soddisfare la nostra felicità, ma l’anima sente come di non appartenere al luogo, percepisce che non c’è corrispondenza e non c’è reciprocità, sentimenti che già provava Adamo quando ebbe in dominio il mondo e non fu contento sinchè non ebbe Eva con cui condividerlo.

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