Storia dell’uomo, storia del cibo

Il testo ha partecipato al Concorso Giuseppe Linetti nella sezione prosa.

Storia dell’uomo storia del cibo. E’ possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?
È possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?
Si cercherà di rispondere a questa domanda durante Expo 2015 che  avrà luogo a Milano tra il 1° maggio e il 31 ottobre 2015. Il tema proposto, “Nutrire il pianeta, energia per la vita” racchiude tutto ciò che riguarda l’alimentazione: dalla mancanza di cibo per alcune zone del mondo all’educazione alimentare,  alle tematiche degli O.G.M.
Per ricollegarci al tema di Expo 2015 dobbiamo ricostruire la storia dell’uomo e i cambiamenti legati all’alimentazione.

Nell’antichità gli uomini erano nomadi e sfruttavano le risorse del territorio; quando poi impararono le tecniche di allevamento e di agricoltura iniziarono a stabilirsi in città e villaggi e a scoprire cibi nuovi. L’uomo si evolve fino ad arrivare alla rivoluzione industriale i cui simboli erano le macchine, le ciminiere e il ferro; contemporaneamente nasce l’arte dolciaria.
Nel 1800 inizia la seconda rivoluzione industriale. In campo agricolo ed industriale si inizia a lavorare con attrezzature più moderne che rendono il lavoro più veloce. L’alimentazione cambia  e il cibo è di migliore qualità. Le donne facevano la spesa ogni giorno, non c’erano metodi di lunga conservazione  e gli alimenti erano sfusi. Si scoprì il motore a scoppio, l’elettricità e si iniziò a lavorare l’acciaio.
Ormai nel pieno dell’età contemporanea, nel 1900, inizia la terza rivoluzione industriale; si sviluppa l’ informatica e nascono nuovi macchinari che velocizzarono i processi agricoli. Al supermercato si va ogni settimana. I gusti del cibo sono più uniformi e la qualità assume più importanza.
Ma tra qualche decennio il nostro pianeta potrà produrre cibo a sufficienza?

Attualmente produce abbastanza cibo per una popolazione in continua crescita, ma i problemi sono la distribuzione di esso e la povertà. In alcune nazioni si combatte l’obesità, in altre il sottopeso. Ognuno di noi deve comperare solo quello che usa in modo che il cibo non diventi un rifiuto nei paesi industrializzati e un bisogno per quelli in via di sviluppo nei quali bisognerebbe puntare sulla crescita insegnando ai piccoli contadini a sfruttare al massimo i loro terreni.

Il cibo deve anche essere: sostenibile che vuol dire avere responsabilità nei confronti delle scelte e limitare l’impatto ambientale, sano cioè senza aggiunta di additivi che possono alterare i principi nutritivi a scapito della salute, buono e quindi piacere. Un’alimentazione sana, buona, sufficiente e sostenibile dipende quindi dall’ambiente, dalle persone e dal modo in cui gli alimenti vengono prodotti, trasformati e portati ai consumatori.
Della mal distribuzione del cibo nel mondo si preoccupa anche Vandana Shiva un’attivista e ambientalista indiana. Tra le sue battaglie che l’hanno famosa anche in Europa vi è quella contro gli O.G.M. che lei sostiene hanno causato una forte perdita di fertilità del suolo indiano. Inoltre Vandana Shiva afferma che la povertà dei paesi in via di sviluppo è causata dalla globalizzazione.
La globalizzazione è un insieme di forze economiche sociali, culturali, politiche e tecnologiche che possono avere effetti sul commercio, sulle culture  e sui costumi mondiali. Tra gli aspetti positivi vanno considerati la velocità delle comunicazioni e delle informazioni e la crescita economica. Gli aspetti negativi sono l’inquinamento ambientale e il rischio dell’aumento delle differenze sociali.

Dalla globalizzazione dipende la sostenibilità. Il termine ha origine dell’ecologia e indica la capacità dell’uomo di utilizzare le risorse naturali in modo che esse possano rigenerarsi naturalmente ed essere disponibili per il futuro.
Sarà quindi possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sufficiente e sostenibile? Io penso di sì, ma saranno i partecipanti ad Expo 2015 a confrontarsi su questo problema e a darci una risposta.

Francesco Berardi

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ORANews

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