Riflettendo sul Giubileo

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Continuando la riflessione sulla bolla di indizione del Giubileo, premetto, per semplificarne la presentazione, che suddividerò in tre parti lo scritto di Papa Francesco:
1) misericordiosi come il Padre,
2) il volto della misericordia, Gesù,
3) la misericordia nella Chiesa.

MISERICORDIOSI COME IL PADRE

“Che cose il peccato davanti alla misericordia di Dio: é solo una rete di ragno che un soffio di vento basta a spazzare via” (San Giovanni Crisostomo)

“E’ proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza”. Le parole di San Tommaso d’Aquino mostrano quanto la misericordia divina non sia affatto un segno di debolezza, ma piuttosto la qualità della sua onnipotenza. Così scrive il Papa nella bolla di indizione facendo risaltare come in molti passi dell’A.T. venga sottolineata la misericordia di Dio. “Paziente e misericordioso” è un binomio che ricorre spesso per descrivere la natura di Dio. I salmi, sgorgati dal cuore dell’uomo quando ha scoperto Dio come interlocutore, fanno emergere questa grandezza dell’agire divino. “Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia” (103, 3-4). La misericordia di Dio, scrive il Papa, non è un’idea astratta ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono, fin dal profondo delle viscere per il proprio figlio. In Isaia, 49,15, leggiamo: “Forse che la donna si dimentica del suo bambino, cessa d’aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dimenticassero, lo non ti dimenticherò”. Ancora: ” Eterna è la sua misericordia” è il ritornello che viene ripetuto ad ogni versetto del salmo 136, mentre si narra la storia della rivelazione di Dio.

Stupefacente e consolante è l’interpretazione che Papa Francesco dà alla ripetizione del ritornello: “Ripetere continuamente “eterna è la sua misericordia” sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire TUTTO nel mistero eterno dell’amore. E’ come se si volesse dire che non solo nella storia, ma per l’eternità l’uomo sarà sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. “ll Padre che ha tanto amato il mondo da dare il figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. (Giov. 3, 16)

…continua.

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