Riflettendo sul Giubileo: il Volto della Misericordia

Il Padre misericordioso a noi invisibile ha un volto. Il volto di una persona nata, vissuta, morta per un amore sviscerato verso il Padre e gli uomini. Questo volto ha un nome: Gesù Cristo.

“Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre” così inizia il primo paragrafo della bolla di indizione del giubileo e continua: “La missione che Gesù ha ricevuto dal Padre è stata quella di rivelare il mistero dell’amore divino nella sua pienezza. L’amore di Dio è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione.”

A prova di ciò papa Francesco ricorda che “dinanzi alla moltitudine di persone che lo seguivano, vedendo che erano stanche e sfinite, smarrite e senza guida, sentì fin dal profondo del cuore una forte compassione per loro. In forza di questo amore compassionevole guarì i malati che gli venivano presentati e, con pochi pani e pesci sfamò grandi folle… Gesù leggeva nel cuore dei suoi interlocutori e rispondeva al loro bisogno più vero.” Ecco allora una compassione così profonda per l’immenso dolore e il pianto di una madre che ha perduto il suo unico figlio, da resuscitarlo e riconsegnarglielo. “Anche la vocazione di Matteo è inserita nel quadro della misericordia. Gesù scelse lui, il pubblicano e il peccatore, per diventare uno dei Dodici. Gesù guardò Matteo con amore misericordioso e lo scelse: miserando atque eligendo (compassionandolo, perciò scegliendolo).” Scrive il Papa: “Mi ha sempre impressionato questa espressione, tanto da farla diventare il mio motto.” Tutti conosciamo le parabole, narrate da Gesù, dedicate alla misericordia in cui “Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si dà per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto con la compassione e la misericordia”. Il Papa cita qui tre parabole: la pecora smarrita, la moneta perduta, e quella del Padre e i due figli. “In queste parabole”, scrive il Papa, “Dio viene sempre presentato come colmo di gioia, so- prattutto quando perdona. In esse troviamo il nucleo del Vangelo e della nostra fede, perché la misericordia è presentata come la forza che tutto vince, che riempie il cuore di amore e che consola con il perdono”. Continua…


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