Mi fido della Parola che mi hai mandato

18 dicembre 2016

Paolo, l’apostolo che ci ha parlato nella seconda lettura, ci dice che lui è “apostolo per chiamata”, per vocazione. É stato scelto da Dio per annunciare il suo Vangelo; ma dice: anche noi siamo chiamati. Chiamati ad essere discepoli del Signore Gesù, e quindi anche in noi c’è questa vocazione. E questa vocazione è per tutti gli uomini e per tutti i popoli. Non è solo per chi è nato in una famiglia cristiana, e quindi viene battezzato da piccolo ed è chiamato a vivere dentro la Chiesa, ascoltando il Vangelo di Gesù cristo; anche coloro che non hanno avuto la grazia di nascere in una famiglia cristiana, anch’essi sono chiamati a partecipare del Regno di Dio.

La Chiamata è universale, per tutti i popoli. Ecco perché questa sera cinque dei nostri fratelli, che sono arrivati nelle nostre terre per vari motivi, per lavoro, per ricongiungimenti familiari, per altro ancora, avendo sentito l’annuncio del Vangelo del Regno di Dio, hanno deciso di mettersi in cammino, il catecumeno è un cammino, per imparare ad incontrare questo Signore che è rivelato nel Vangelo, e diventare cristiani, ricevendo i Sacramenti dell’iniziazione: Battesimo, Cresima, Riconciliazione ed Eucarestia. Essi hanno potuto sentire l’annuncio del Vangelo forse inizialmente per la testimonianza di qualche cristiano, ed attratti dalla vita di qualche cristiano, o della comunità cristiana, han chiesto a questa comunità di poter sentire la narrazione del Vangelo, poter entrare nel contesto di questo annuncio per valutare la propria vita davanti a questa proposta di Gesù. E dopo aver ascoltato, dopo il primo momento del catecumenato che è l’evangelizzazione, hanno deciso di chiedere alla Chiesa nella persona del sacerdote che la presiede, ma poi nella persona del vescovo, perché dopo questo inizio ci sarà l’elezione che viene fatta dal vescovo in Cattedrale, hanno deciso di chiedere alla Chiesa di poter ricevere il Battesimo ed entrare nel contesto della vita cristiana. Ecco sono stati chiamati da questa Parola che loro hanno sentito annunciare attraverso la testimonianza cristiana e poi attraverso la proclamazione che vien fatta dalla Chiesa, e questa sera in modo ufficiale sono introdotti nell’ascolto di questa Parola, cosicché anch’essi possano lasciare che la Parola pian piano li plasmi come discepoli del Signore, come figli di Dio per adozione, e lo saranno  per mezzo del Battesimo. E lasciando spazio allo Spirito del Signore che già opera in loro anche se non hanno ancora ricevuto il sacramento, potranno imparare a vivere da cristiani.

Vogliamo sperare che lo imparino anche grazie alla nostra testimonianza, così come i primi cristiani l’hanno imparato dalla testimonianza di Maria e Giuseppe, i due personaggi che incontriamo nella pagina evangelica e che dicono al Signore “Sì, mi fido della Parola che mi hai mandato e mi affido a te”. La fede è questo, fidarsi di Dio sapendo che ci vuole veramente bene, che ci ama davvero, e ce l’ha dimostrato sacrificando il suo Figlio per amore nostro. E questo Figlio ce aha dimostrato obbedendo al Padre e accogliendo la vocazione e la missione di essere il Redentore, anche se questa missione gli ha chiesto di svuotarsi della gloria che aveva presso il Padre, venire a mescolarsi con la nostra umanità debole, fragile, e offrire la sua vita in sacrificio per noi. Questa offerta della vita poi è diventata trionfo d’amore nella resurrezione. Ebbene Maria e Giuseppe ci dicono “val la pena di fidarsi” di Gesù Cristo e della comunità cristiana, anche se è debole perché è fatta di noi, uomini e donne deboli, ma in essa opera la grazia di Dio, e nonostante la sua debolezza, Dio trionfa sempre col suo amore. Un amore meraviglioso, che trasforma la vita degli uomini, e che offre agli uomini la tenerezza di un Dio padre che ha il cuore di madre. Ecco anche il senso del Natale. Noi nel Natale riceviamo questo dono meraviglioso, di un Dio che si abbassa fino a noi per farsi una cosa sola con noi, affinché anche nella debolezza noi scopriamo che val la pena vivere, perché la vita è un dono di Dio, e Lui non la lascia perdere mai.

Ecco allora ringraziamo questi fratelli che con questo rito dicono la decisione ferma di entrare a far parte della nostra comunità attraverso i sacramenti dell’iniziazione cristiana, che noi conferiremo a loro nel Sabato santo, quando celebreremo la risurrezione del Signore.


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