La scuola deve educare i ragazzi lasciandoli liberi di essere loro stessi

Il vescovo di Brescia Luciano Monari ospite dell’incontro “La Chiesa per la scuola”

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La sintesi l’ha offerta Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia, che, chiamata a fare da moderatore, in chiusura ha così riassunto le parole del vescovo: «La sua è un’esortazione a essere il lievito dei sogni…». Per un’ora e mezza, nel tardo pomeriggio di mercoledì nel teatro dell’oratorio di Leno, monsignor Luciano Monari, vescovo di Brescia, ha risposto alle sollecitazioni che gli sono arrivate da più parti, soprattutto dal mondo della scuola: dirigenti, docenti, genitori, studenti. Molti di loro erano presenti in sala; altri hanno potuto interloquire con il vescovo grazie a messaggi postati sul sito dell’oratorio, che sono poi stati «girati» a monsignor Monari da Milizia Vallini e Nicola Berardi, un giovane di Leno. Esplicito e complesso l’argomento del confronto: «La Chiesa per la scuola. Esperienze di dialogo». E monsignor Monari è subito entrato in medias res: «Nessuno è un’isola – ha precisato in apertura -; nessuno si è formato da solo. L’incontro con l’altro ha sempre qualcosa di problematico, ti costringe a una verifica. Ma senza confronto non cresci, rimani bambino».

Anche ricordando la sua esperienza personale (“A scuola ho avuto docenti con varie visioni del mondo”), il vescovo ha fatto più di un riferimento al ruolo dei docenti, che devono accompagnare gli studenti senza condizionarli:

“Avere insegnanti che la pensano in modo diverso è sicuramente positivo, a patto che diano ai ragazzi la possibilità di essere loro stessi”.

Insomma: educare non vuoi dire plasmare i discenti a propria immagine e somiglianza, “ma dare pillole di verità e saggezza, che costringono l’altro a riflettere, quindi a crescere”.

Fede. Rispondendo a Nicola Berardi, il quale, avendo notato che il materiale è arrivato soprattutto dalle scuole dell’infanzia e primaria, aveva chiesto se la fede fosse cosa da bambini, monsignor Luciano Monari ha detto:

“Non credo. La vita si gioca tra passato, che è la memoria, presente, che è l’etica, e futuro, che è la speranza. Un uomo non vive solo del presente; infatti il futuro determina molti nostri comportamenti. Dobbiamo percepire la nostra vita come crescita verso l’amore”.

In chiusura, Nunzia Vallini ha girato al vescovo alcune domande arrivate dai bambini della scuola primaria di Manerbio. Toste le ultime due. La prima: come ti senti ad essere vescovo? E monsignor Monari: “Sereno” La seconda: come ti sentiresti se fossi Papa? “Male…”.

Via: Giornale di Brescia

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