La morte e la nascita

“Dolcetto o scherzetto?” Quattro dolcissimi visi di bimbe mi interpellano sul cancello di casa. Poco distanti, ma ben visibili, due mamme sorvegliano la situazione. È iniziata la notte di Halloween: la notte che, fra zucche, dolcetti, dall’aspetto piuttosto macabro, maschere di scheletri e di fantasmi, ha la pretesa, così almeno è la narrazione, di esorcizzare la paura della morte.

L’altro giorno, mi reco a casa di un’amica, per l’ultimo saluto ed una preghiera a suo padre, mancato quasi improvvisamente. Intorno alla bara fiori e ceri, ma quel foglio, appoggiato ai piedi della salma, mi attira e mi commuove. Le nipotine, a grandi lettere riempite di colori vividi, salutano il loro nonno. Vita e morte si intrecciano e i bambini ce lo insegnano. Mi chiedo se non sia più reale e naturale, più formativo e più consono alle nostre tradizioni, far vivere ai bambini gli eventi della vita, tristi o felici che siano, così come si presentano, senza forzature. Halloween? Non ho nulla contro, salvo che da noi, non conoscendone lo spirito di fondo e la tradizione, non mi sembra altro che un pretesto per una festa in più e l’occasione propizia per commerciare quei prodotti che ho sopra menzionato, perfettamente in linea con la nostra società dei consumi.

Ma più di questo, e so di ripetermi, non mi spiego l’entusiasmo per tradizioni che non ci appartengono e non tuteliamo abbastanza le nostre. Il Natale è alle porte, ma il suo vero e profondo significato va spegnendosi. Non si spengono certo le luci delle sue suggestive e sempre più raffinate coreografie. I regali, i festoni non possono mancare… Stiamo così perdendo la sua essenza: quel racconto affascinante della nascita di un bambino molto speciale che ai nostri bambini e nipotini non raccontiamo più. Accampiamo, per questo, diverse motivazioni che hanno più il sentore di alibi, perché non si è mai sentito che, festeggiare la nascita di un bimbo, abbia mai offeso qualcuno.

Buon vero Natale a tutti!


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