Incontro con suor Maria Pia

1) A che età e perché ha deciso di farsi suora?

Ho fatto la mia professione di fede a 22 anni. Sono entrata in noviziato per prepararmi a 20 anni. Il perché non so bene dirvelo…da bambina, fin da piccola io dicevo: “Io sposo Gesù”. Alla scuola materna dissi alla maestra: “Io voglio sposare Gesù” e la maestra mi chiese: “E come fai?” le risposi: “Voglio diventare come te”. E con l’andare del tempo non ho mai cambiato idea. Per 43 anni ho avuto la gioia di insegnare nella scuola elementare. Insegnavo tutte le materie.

2) Nella sua esperienza in quali posti è stata?

Per 43 anni sono stata in Toscana, a Livorno dove ho insegnato alla scuola elementare, poi i miei superiori mi chiamarono chiedendo se volevo andare in Africa. Ci pensai un po’ perché mia mamma era vecchia. Ma in cuore sentivo la necessità di partire e così feci. Sono stata in Camerun 13 anni. Una difficoltà che ho incontrato in Camerun è stata la lingua. La lingua ufficiale è il francese, anche se al nord si parla l’inglese. Inoltre gli abitanti del luogo parlavano un dialetto e ogni tribù parlava una lingua diversa. Capirli era difficile ed anche per loro era difficile capirsi tra tribù. Ho trovato persone che nella loro tribù erano uniti e solidali, tenevano alle loro tradizioni, erano poveri ma gioiosi e sereni. Tutte le mattine i poveri venivano alla nostra casa a chiedere le medicine e il cibo. I bambini mi dicevano sempre ”J’ai fam” cioè “Ho fame”. Io davo loro un pezzo di pane e per loro mangiare il pane era come per noi mangiare una cosa buonissima. Normalmente loro non mangiano il pane, ma una specie di bastoncino di manioca che è un prodotto della zona. La mattina alle 8 tutti si radunavano sul piazzale, già uniti per classi. A quel punto c’era l’alzabandiera e i ragazzi cantavano il loro inno nazionale. Poi parlava il direttore della scuola… e poi entravano a scuola. Era uno spettacolo: sembrava danzassero, tutti in fila, ordinati mentre cantavano ed entravano dalla 5a classe via via fino alla 1a classe. Le classi erano gremite e alcuni dovevano sedersi in terra perché non c’erano banchi per tutti, perché i bambini erano veramente tanti. Non c’erano libri. I maestri scrivevano sulla lavagna e i ragazzini copiavano tutto sui loro fogli ed erano molto desiderosi di imparare.

cag suor Maria Pia

3) Ci racconta un episodio della Sua vita che le è rimasto nel cuore?

In Africa, ricordo una bambina, Nansi, che non aveva più il babbo e si era affezionata a me. Lei è cresciuta nel nostro collegio e io la domenica portavo la comunione a quelli che non potevano camminare. Una domenica mi ha seguita. E le è piaciuto molto, è stata molto contenta.

4) Uno dei momenti più difficili che ha vissuto nella Sua vita e come ha sentito l’aiuto del Signore?

Il momento più difficile mi pare per me sia stato il momento in cui ho lasciato la mia famiglia. Avevo 14 anni ed era appena nato il mio ultimo fratellino. Il babbo era sotto le armi e quando nacque il bimbo fu chiamato a casa. Nei pochi giorni che il babbo stette con noi battezzammo il mio fratellino. Di lì a 15 giorni avrei dovuto andarmene e tutto ciò fu molto difficile per me. Il dolore più grande fu lasciare la mia famiglia e il mio fratellino appena nato. Un altro momento difficile fu la morte della mia mamma, ma, ripeto, più difficile fu la separazione dalla mia famiglia. Avevo però capito che il Signore mi aveva chiamata a vivere con Lui e io sentivo che dovevo andare a studiare e prepararmi per vivere con Lui.

ORANews

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