Il mio “tirocinio spirituale” a Quinzano

Con il periodo estivo si è concluso il mio primo anno di tirocinio pastorale nella parrocchia di Quinzano d’Oglio. Dopo l’esperienza di due anni trascorsa nella parrocchia di Castegnato, è stato bello potermi inoltrare in una comunità, ricca di novità e conoscenze che allargano la prospettiva di un seminarista in cammino. Certo, cambiare significa anche lasciare qualcosa, ma la consapevolezza che i legami belli non si perdono ha stimolato un nuovo inizio carico di aspettative. L’accoglienza di Don Pietro, parroco della comunità, Don Claudio, il curato dell’oratorio e di Don Bruno, presbitero collaboratore, sono state un dono prezioso per l’inizio del mio cammino nella parrocchia di Quinzano. Mi hanno fatto sentire parte della comunità in modo semplice e costruttivo. La loro collaborazione non si è limitata ai compiti pastorali a cui sono chiamati, questa si è estesa a momenti di fraternità che hanno creato un clima famigliare. A loro un sentito ringraziamento per l’occasione offertami.

Inoltre, ho avuto la fortuna di condividere questa esperienza con Matteo, mio compagno di seminario che mi precede di un anno. Con lui ho potuto confrontarmi serenamente e trovare aiuto nei compiti che c’erano assegnati e vivere momenti di fraternità e di preghiera.  Il tirocinio pastorale iniziava il sabato pomeriggio con la preghiera d’apertura del catechismo, dove insieme cominciavamo a prepararci al giorno del Signore leggendo la Parola della domenica. Poi … via al catechismo e a seguire un po’ di gioco e formazione con il gruppo scout dei lupetti. Quest’ultima è stata per me un’esperienza nuova che ha ampliato il mio panorama dei metodi educativi cristiani. Ho apprezzato molto lo stile con cui i capi scout hanno accompagnato i piccoli ragazzi nella crescita personale e di gruppo. Per il mio cammino è stata una testimonianza entusiasmante che custodisco con gioia nel cuore.

Andrea Sabattoli, Giacomo Lampugnani e Nicola Mossi

Oltre all’attività in oratorio è stato nostro compito animare la liturgia con il canto, il servizio alla Mensa e l’affiancamento del piccolo clero. Anche in quest’ambito il tirocinio mi ha consentito di conoscermi meglio, sperimentare i miei limiti e affidarli al Signore e allo stesso tempo ringraziarlo per i doni ricevuti attraverso i vari compiti. Il tempo libero è stato spesso occasione di nuove conoscenze che hanno arricchito il mio cammino, ad esempio attraverso l’ospitalità di alcune famiglie che a pranzo o a cena hanno condiviso con noi la gioia dell’essere cristiani e il loro modo di sperimentarla. In oratorio spesso si sono create occasioni di gioco, di sport o di festa per incontrare i giovani quinzanesi, carichi di vita e di entusiasmo e con occhi in cerca di risposte a grandi domande. Concludendo ringrazio il Signore per l’esperienza vissuta nella comunità di Quinzano, per le difficoltà vissute che mi hanno aiutato a crescere e per le gioie sperimentate in questo tempo. E’ bello vedere come il senso di appartenenza alla comunità lenese sia arricchito da esperienze di Chiesa che è si locale ma allo stesso tempo parte di una Chiesa universale. Chiedo alla comunità lenese cui appartengo un ricordo reciproco attraverso la preghiera:

«Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace»

(Nm 6,24-26)

Buon Cammino.

Nicola

ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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