Il cammino della carità a Leno negli ultimi anni

Le radici: NONSOLONOI

Nel periodo che precedeva il Natale del 2003, i principali Enti di assistenza di Leno: Comune, Parrocchia, Oratorio, Associazione ad Gentes, San Vincenzo, Gruppo Alpini, si resero conto di dover affrontare insieme la crisi che già colpiva il tessuto economico di Leno. Si formò a tal fine un piccolo gruppo di volontari che si diede un nome significativo: “Nonsolonoi”.
I “fondatori” costituirono un primo fondo economico. Si fece una raccolta di generi alimentari presso i supermercati e subito si iniziò la distribuzione alle famiglie, individuate dai Servizi Sociali del Comune come bisognose di aiuto.
Dopo quasi tredici anni gli stessi volontari continuano, con lo stesso slancio iniziale, il lavoro di Nonsolonoi ed ora ad essi se ne sono uniti altri. Non si fece attendere la risposta generosa dei cittadini che offrivano generi alimentari, portandoli alla sede o depositandoli nel cestino in chiesa, o donandoli alle raccolte nei supermercati. Offerte di diverso tipo diedero la possibilità di distribuire anche indumenti, articoli per la casa e mobili.
Oggi l’attività è molto cresciuta. Le famiglie, circa 110, per un totale di 400 persone, vengono ascoltate ed autorizzate dai Servizi Sociali del Comune a ricevere mensilmente, per un periodo determinato ed eventualmente rinnovabile, un pacco di generi alimentari adeguato alle dimensioni del nucleo familiare. I costi per acquisti di alimenti sono elevati e la gestione deve essere molto attenta. Fortunatamente fino ad oggi Nonsolonoi ha potuto contare su alcuni aiuti costanti: le sovvenzioni del Comune che, inoltre, sostiene le spese di luce, gas e affitto dei locali, l’aiuto della San Vincenzo, che fornisce burro, formaggio uova e confezioni di latte speciale per infanti, le forniture a prezzo ridotto della Caritas Diocesana (l’ottavo giorno) e quelle gratuite della AGEA (Aiuti Europei).
Lo sviluppo delle attività ha evidenziato la necessità e la difficoltà di dare a Nonsolonoi una forma giuridica, non eccessivamente dispendiosa.
Considerando che la finalità di Nonsolonoi è comune con quella della Caritas Parrocchiale (rispondere adeguatamente ai bisogni delle persone o famiglie in difficoltà), si è ritenuto opportuno di unire le forze di Nonsolonoi a quelle della Caritas Parrocchiale di Leno. Nello schema grafico delle attività della Caritas Parrocchiale di Leno “La Mano fraterna”, Nonsolonoi è una delle cinque dita.

Mano Fraterna

Lo sviluppo: LA MANO FRATERNA

Nella primavera del 2014, nell’intento di sostenere e rafforzare il servizio caritativo di “Nonsolonoi”, metttendosi in rete con le realtà diocesane, in particolare con la Caritas, si è avviato un corso di sei incontri con Luca Mazzotti della Caritas diocesana. Quel corso fu seguito da un numero consistente di partecipanti e fu completato da altri incontri con il nostro parroco, monsignor Giovanni, nell’autunno dello stesso anno, dando vita ad un progetto di ampio respiro, LA MANO FRATERNA, che recuperando il tesoro di esperienza caritativa rappresentato da Nonsolonoi, lo arricchiva di nuova linfa e di altre espressioni della carità verso i fratelli.
Nonsolonoi può essere considerato il primo dito della MANO FRATERNA; ha una storia più che decennale e, di fatto, in tutti questi anni ha rappresentato l’esercizio della carità nel nostro paese; ora è affiancato da altre “quattro dita” e, armonicamente con queste, realizza una rete di azioni e relazioni più ampie e consapevoli, a servizio della parrocchia e del paese.
La MANO è un simbolo forte che evoca sentimenti ed emozioni legate al tatto: la carezza o l’abbraccio, la stretta dolce e sicura della mano adulta che accoglie la manina del bambino, o quella di chi esprime partecipazione al dolore, alla sofferenza e lenisce angosce e paure…
MANO FRATERNA è un’espressione propria della Caritas diocesana; monsignor Giovanni l’ha usata per il progetto legato alla Caritas parrocchiale, sintetizzandolo in cinque verbi, ciascuno dei quali esprime e rappresenta un aspetto specifico dell’attività caritativa: 5 dita, 5 verbi, 5 settori di intervento!
Ogni “dito” è autonomo, ma, insieme, si confronta e scambia informazioni e sostegno reciproco. A questo scopo sono importanti gli incontri mensili in canonica; in essi, oltre al momento spiritualmente formativo, si cresce insieme, ci si informa, si discute e si prendono le decisioni più opportune per le varie situazioni.

I frutti: CARITAS NONSOLONOI “DISTRIBUISCI”

“Distribuisci quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; vieni! Seguimi!” (Lc 18,22).

L’attività consiste nella distribuzione di alimentari e vestiti ai bisognosi – Via Viganovo, 5 – sabato dalle 09,00 alle 11,00.
Questo è, in particolare compito di coloro che hanno camminato fin qui con il nome di nonsolonoi. Essi si imoegnano a reperire alimenti vestiti, mobili, elettrodomestici … per i bisogni dei nostri poveri. Lo fanno attraverso iniziative sostenute da loro (raccolta alimentari nei centri commerciali e in chiesa parrocchiale), col sostegno dell’AGEA (aiuti europei) e della Caritas Diocesana (Ottavo giorno). Inoltre si serve di alcuni aiuti in denaro che, di tanto in tanto, arrivano da vari enti (Comune, aziende) o da privati.
Sono un buon numero le persone (tutte volontarie), che vi si dedicano per i vari compiti: raccolta alimenti, selezione dei vestiti e mobili, sistemazione e controllo dei prodotti, tenuta dei registri contabili e di quelli scadenziari delle diverse persone assistite, rapporto con il Centro d’Ascolto e con il Comune, la distribuzione degli alimenti e dei vestiti ogni sabato mattina dalle ore 09.00 alle 11.00.

“ASCOLTA”. “Il primo comandamento è: Ascolta, Israele!”; (Mt 12,29); “Il Signore ascolta i miseri e non disprezza i suoi che sono prigionieri” (Sal 69,34); “Ascolta, figlio mio, sii saggio e indirizza sulla retta via” (Pr 23,19)
E’ l’attività del Centro di ascolto, che accoglie le rischieste di aiuto e le vaglia per cercare di dare una risposta adeguata – Via Viganovo, 5 – martedì e venerdì dalle 14,30 alle 17,00.
Il Centro d’ascolto vede impegnati 8 volontari che si alternano a coppie nell’ascolto dei bisogni delle persone che bussano alla porta della Critas. Nell’anno 2015 sono passate una cinquantina di perone, straniere e non, generalmente inserite dai Servizi Sociali del Comune nel piano della distribuzione; ciascuna con il proprio peso fatto di precarietà, perdita del lavoro, ricerca del lavoro, bollette da pagare, lo sfratto incombente…
Nei primi sei mesi del 2016, oltre a gran parte di quelli conosciuti, se ne sono aggiunti ancora una trentina a conferma che la nostra è una società sempre più vecchia, disperata, bisognosa di ascolto e di aiuto materiale concreto. Ascoltare, sostenere questi fratelli nella richiesta di rateizzare le loro bollette di luce, acqua e gas, consultare il “Bollettino Informalavoro” alla ricerca di indirizzi cui inviare il curriculum e la candidatura a quel particolare lavoro, pagare in tutto o in parte le bollette, cooperare con gli uffici dei Servizi Sociali: questa in sintesi l’attività del Centro di Ascolto.
E poi il pensiero di trovare i fondi per soddisfare le esigenze che si presentano. Così si utilizzano i fondi parrocchiali destinate alla carità (esempio le buste natalizie o le offerte dei privati per questo scopo) e la generosità di chi fa offerte in denaro per le attività caritative. Così è stata messa in atto, la domenica 6 marzo di quest’anno, la proposta di distribuire ad offerta libera, sul sagrato della chiesa, le piante fiorite e la mimosa. Ci siamo avvalsi del contributo semestrale della Caritas Diocesana chiamato briciole lucenti: un rimborso al 50% delle spese sostenute nel sostenere utenze, affitti, spese scolastiche…
Briciole, appunto, ma preziose come la pratica del microcredito, promosso e sostenuto dalla Caritas Diocesana, con i fondi messi a disposizioni dalle parrocchie e con la collaborazione di alcune banche, per andare incontro alle necessità delle famiglie prestando, a condizioni ben precise, fino a 3000,00 €.
Ci siamo buttati ad organizzare, insieme alle altre “quattro dita” della nostra Caritas, la prima Festa della solidarietà nei giorni 20 e 21 agosto. E’ un cuore pulsante, il Centro di Ascolto! Un “dito” che potrà far sempre di più e meglio mantenendo il contatto con le altre “dita” perché la “partecipazione è una risorsa” e lo scambio reciproco di collaborazione e informazione la strada per meglio operare a favore dei fratelli nel bisogno.

“CONSOLA”. “Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio” (2 Cor, 1,4)
E’ il ministero della consolazione svolto dai ministri della comunione eucaristica, che portano ai malati e agli anziani il “viatico”, cioè il pane per il cammino della vita, e offrono una parola di conforto. Sono venticinque i ministri della comunione eucaristia, distribuiti nelle diverse zone della Parrocchia, a servizio dei malti e anziani. Insieme all’Eucaristia essi portano la presenza e la preghiera della comunità cristiana, offrono un po’ del loro tempo e della loro sensibilità per “stare” con gli anziani o gli ammalati, annunciare loro la Parola di Dio, pregare con loro, confortarli, incoraggiarli e sostenerli. Inoltre ascoltano i loro bisogno e cercano, insieme con i loro famigliari, le persone o gli strumenti più adatti per dare risposte: chiedono il sacerdote per la confessione, chiedono interventi per fissare appuntamenti per le visite mediche, domandano l’intervento del Centro d’ascolto caritas, oppure del gruppo nonsolonoi per aiuto alimentare, ecc.
I ministri della comunione si accordano con i malati e anziani sulle scadenze e gli orari delle visite, disponibili alla elasticità per corrispondere alle eventuali necessità di questi fratelli.

“CURA”. “Ero malato e mi avete assistito” (Mt 25,35)
E’ il servizio di alcune infermiere, che si rendono disponibili a indirizzare le persone nel campo della sanità.
Gli infermieri presenti in Caritas sono ben felici di mettersi a disposizione per indicazioni o interventi concreti attinenti alla loro professione: accompagnamento nell’orientarsi dentro il settore sanitario, come e dove recarsi per analisi, visite specialistiche e altre richieste. Spesso, infatti si incontrano persone sole, anziani, stranieri che non sanno come orientarsi e hanno bisogno di alcune “dritte” per non essere presi dallo sconforto e, magari, abbandonare un itinerario che li può aiutare a “stare meglio”.

“PREGA IL PADRE”. “Pregate ininterrottamente”(1 Ts, 5,17); “Voi, dunque, pregate così: Padre nostro, che sei nei cieli… (Mt 6,9ss).
E’ l’impegno di tutti i volontari a sostenersi a vicenda, a sostenere l’opera caritativa e coloro che vi ricorrono con la preghiera.
Questo settore è trasversale. Non si può dividere questa specifica attività di volontariato dal profondo bisogno e messa in pratica della preghiera. L’altro è mio fratello solo se sono convinto che abbiamo lo stesso Padre che ce lo fa incontrare e che nella preghiera ci fa capire i passi da muovere. “Pregate gli uni per gli altri” ci raccomanda l’Apostolo Giacomo (Gc 5,16). Del resto, è la preghiera, cioè l’incontro con il Signore, che motiva in modo vero e pieno il nostro operare. Gesù raccomanda di “pregare per non entrare in tentazione” (Lc 22,40): vuol dire che se non c’è il sostegno del Signore, anche il nostro servizio ai fratelli potrebbe farci cadere nella tentazione dell’orgoglio, del successo, della ricerca del proprio interesse, della supremazia …
Lo stesso Paolo nella sua prima lettera ai Tessalonicesi (5,25) chiede ai fratelli la preghiera per sé e per il proprio ministero, per poter sempre assecondare non la propria volontà, ma quella di Dio.

Alcuni dati

Briciole lucenti: Nel 2015, attraverso il Centro di ascolto sono stati spesi € 6000,00 circa con un contributo-rimborso della Caritas diocesana pari alla metà. Nel solo primo semestre del 2016 è stata spesa la stessa somma di € 6000,00 a riprova che quelle 30 persone in più che si sono rivolte alla Caritas testimoniano l’incremento delle povertà e delle situazioni di disagio economico crescente.
Microcredito: a fronte di una decina di richieste sono andate a buon fine la metà.
Totale kg. di cibo distribuiti: ca. 32,000 kg, a cui aggiungere ca. 300 kg. di frutta e verdura freschi, a settimana ca. 15,000 kg.

ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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