I Segni della Misericordia

Per continuare il nostro cammino pastorale sul tema della misericordia

I SEGNI DELLA MISERICORDIA

Volendo mettere in atto il nostro progetto pastorale, dopo la bellissima esperienza dell’ASSEMBLEA PARROCCHIALE, abbiamo iniziato a declinare i verbi della misericordia di Dio: CONOSCERE la misericordia di Dio (stiamo approfondendo il tema della misericordia, aiutati da don Ovidio Vezzoli); SPERIMENTARE la misericordia di Dio (stiamo vivendo l’esperienza delle liturgie penitenziali comunitarie); CURARE LE FERITE (abbiamo iniziato la preghiera mensile per le “famiglie ferite” e la Messa mensile per i “bimbi mai nati”).

Ora, con l’Avvento vogliamo mettere in atto la proposta di TRE SEGNI in particolare:

  • LA BENEDIZIONE MATERNA/PATERNA PER I FIGLI quando escono di casa per la scuola, per il lavoro, per un viaggio … Sì, i genitori possono e devono invocare la benedizione del Signore sui loro figli e la loro benedizione è un grande gesto d’amore è apportatrice delle grazie che vengono da Dio.
  • CAMMINI DI RICONCIALIAZIONE. Si  sa che non è facile riassorbire i rancori, dare la pace a chi ci ha offeso, riconciliarsi con chi da anni si ignora o ci ignora … Ma l’anno della misericordia richiede proprio questo: non possiamo chiedere il perdono di Dio se noi non vogliamo, non ci impegniamo ad offrirlo ai nostri fratelli. Siamo cristiani, dobbiamo testimoniare ciò che maggiormente ci distingue: l’amore fino al perdono “settanta volte sette”, cioè “sempre”. Non possiamo meravigliarci dell’odio che c’è intorno a noi se noi stessi siamo pieni di rancori, desideri di vendetta e di indifferenza verso il fratello.

Ecco un esempio di cammino di riconciliazione, che non definisce tempi, ma mezzi per giungere alla meta della riconciliazione. 

  • Mettiti davanti al Crocifisso (personalmente o come famiglia, se si vuole vivere insieme il cammino) e medita i passi di Mt 5,23-24: “Se tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all’altare, va’ prima riconciliarti con tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono”; e Lc 23,33-34.39-43: “Quando giunsero sul luogo detto Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Poi dividendo le loro vesti le tirarono a sorte” … “Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: ‘Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!’ L’altro invece lo rimproverava, dicendo: ‘Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male’. E disse: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno ‘. Gli rispose: ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai in paradiso”.

Oppure altri testi della Scrittura che presentano il perdono di Dio accordato ai peccatori. 

  • In clima di silenzio e di preghiera davanti a Dio pronuncia il nome o i nomi dei fratelli che ti hanno offeso o che tu hai offeso e con i quali mantieni anche solo distanze, oppure addirittura rancore o odio.
  • Come cristiano riconosci che, al di là delle ragioni umane, c’è una ragione superiore che ti “obbliga” a prendere in seria considerazione la riconciliazione: loro e noi siamo figli amati visceralmente da Dio, che è Padre nostro, quindi loro sono tuoi-nostri fratelli e, per quanto abbiano fatto, “meritano il tuo perdono”, perché Gesù in croce l’ha meritato per loro e per noi.
  • Accostati al sacramento della penitenza (o riconciliazione o confessione) in un momento di calma sia per te che per il confessore e comunichiamogli il tuo desiderio di iniziare il cammino di riconciliazione, chiedendogli l’accompagnamento.
  • Torna alla confessione almeno mensilmente e sempre dallo stesso confessore con il quale verifichi il cammino.
  • Ogni giorno impegnati a pregare lo Spirito Santo e la Vergine Maria per le persone con cui vuoi riconciliarci e per te, perché possa essere coraggioso, perseverante e gioioso nel tuo cammino di riconciliazione.
  • Se ti accorgi di “resistere allo Spirito” astieniti dall’accostarti all’Eucaristia: come puoi fare la comunione al corpo e al sangue di Gesù se non sei in comunione con le membra del suo corpo?
  • Riprendi a ricevere l’eucaristia solo con il parere del confessore.
  • Se decidi di rimanere in cammino pensa a come mandare alcuni segni del tuo desiderio di riconciliazione alle persone con cui desideri riconciliarti: una telefonata, un messaggio, un saluto, un dono …
  • Nel frattempo lascia che cresca il desiderio dell’incontro, fino a quando sentirai dentro di te che il tempo passato covando rancore è stato un tempo triste e ha consumato notevoli energie spirituali, privandoti della vera gioia, mentre ora senti di poter compiere un gesto di umiltà e di amore che può recuperare il tempo perduto e donare pace vera al tuo animo e a quello dei fratelli.
  • Confrontatii con il confessore e se, insieme a lui, riteni sia giunto il momento del salto di qualità, dopo aver partecipato all’eucaristia domenicale e offerto per i fratelli, a cui stai per riconciliarci, il sacrificio di Cristo, riconoscendolo come il vero sacrifico della riconciliazione, VAI E PORTA AI FRATELLI LA PACE E IL PERDONO, PRONTO A TUA VOLTA A RICEVERLI DA LORO: in quella Pace e in quei fratelli riconoscerai il VOLTO MISERICORDIOSO DI DIO.

Così sei stato liberato dalla lebbra dell’odio e del rancore, torna, insieme coni tuoi fratelli riconciliati, a celebrare la pasqua del Signore nell’Eucaristia domenicale e racconta alla comunità il cammino che la Misericordia di Dio ti ha fatto compiere.

Al termine dell’anno giubilare, con tutta la comunità celebreremo la FESTA DELLA RICONCILIAZIONE e tu potrai raccontare le cose meravigliose che Dio ha compiuto in te e sarà vera gioia per tutti e la misericordia del Signore sarà annunciata.

  • ACCOGLIENZA-ALLOGGIO PER I RIFUGIATI.

Una delle opere segno che vorremmo realizzare, su indicazione del nostro Vescovo Luciano è l’accoglienza di una o due famiglie di rifugiati, in diretta collaborazione con la Caritas diocesana. Questa si assume completamente l’onere dell’affitto, delle utenze e del vitto degli ospiti, nonché l’adempimento legislativo che questa ospitalità comporta. A noi chiede l’impegno di trovare e mettere a disposizione un alloggio a norma di legge e una vicinanza, fatta di autentica carità cristiana ai nostri ospiti, che permetta loro di conoscere il nuovo ambiente, imparare la lingua, inserirsi nella nostra comunità e trovare qui un ambiente sereno per poter continuare a sperare.

Chi mette a disposizione gli ambiente ha la certezza della piena retribuzione di affitto e di restituzione dell’immobile nelle condizioni ottimali.

ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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