Due piccole riflessioni…

Vi proponiamo di seguito due opere di Enrico Frosio, una partecipante ed una premiata al Concorso Giuseppe Linetti promosso, tra le altre associazioni, dall’Istituto Capirola e dal Rotary Club Brescia. Per la composizione vincitrice è esposta anche la motivazione.

Sono foglie autunnali questi miei pensieri
che cupi e morenti si protendon dall’albero della vita.
Sono ciò che resta di grandi sogni, rovine di mondi ideali
frammenti di speranze consumate come candele dallo scorrere del tempo.
Sono idee svuotate di ogni forza, ma non del loro valore
come vecchi uomini privati della loro salute ma non del loro onore
e del loro orgoglio.
Sono deliri frutto della follia in cui versa la mia coscienza
messaggi in bottiglia affidati alle tempeste dell’animo umano
che attendono solo d’esser letti.

partecipante

Come potrei arrabbiarmi con l’azzurro di questo cielo
o con la freschezza del prato su cui sono sdraiato?
Come potrei lamentarmi sapendo tutto ciò che la vita mi ha concesso?
Con quale coraggio bestemmierei la bellezza e la pace che sono intorno a me?

La realtà non è tomba ma fabbrica dei sogni
in lei ogni giorno nascon e vivon le aspettative e le speranze di ogni persona
E quando son deboli qualche volta tramontano
ma è nell’ordine delle cose che ciò che non è abbastanza forte per vivere muoia

Come le occasioni, così la felicità s’annida in ogni angolo di questo mondo
sotto le tende, sotto i mobili, sotto i volti apatici delle persone
Certe volte è impossibile arrabbiarsi col mondo
perchè riflettendoci c’è sempre un motivo per ridere ed essere felici
E per quanto piccolo sembri, non è mai stupido o banale

Sono un uomo fortunato, e sono felice di questa mia fortuna
Sono felice di essere vivo, sono felice di esistere, di sentire
Toglietemi ogni cosa, ma non questa vita;
la amo troppo per poter vivere senza

vincitrice

MOTIVAZIONE

La poesia può nascere in un attimo o da un’idea, trova riscontro nel pensiero che si alimenta e si concretizza nella scelta di uno stato dell’essere. E’ uno sfogo dell’anima che si guarda e traduce in parole le onde dei sentimenti che tingono di chiaro scuro la vita dell’uomo. Si veste di colori solari, quando è canto d’amore e di gioia che risveglia il miracolo della vita o diventa lamento nelle note cupe del dolore.

L’autore di questo componimento poetico senza titolo, quasi fosse superfluo scegliere una parola che avesse una connotazione superiore al significato dell’opera, si pone delle domande sul valore dell’esistenza e giunge a un’incoraggiante e consolatoria risposta. “La realtà non è tomba ma fabbrica di sogni” “La felicità s’annida in ogni angolo di questo mondo, sotto le tende, sotto i mobili, sotto i volti apatici delle persone” “Sono felice di essere vivo, sono felice di esistere”.

Sì, la felicità di essere vivi ci deve appartenere perché nonostante tutto la vita è un’esperienza unica che vale la pena di cogliere in tutte le sue sfumature.
L’opera poetica si compone di quattro strofe di varia lunghezza, segue i canoni della poesia moderna libera dai legami della metrica.
Essenzialmente concentrata a esternare i sentimenti così come fluiscono spontaneamente dal cuore, si distingue per la ricchezza del contenuto e per l’importanza del messaggio che non va disatteso.
Complimenti all’autore.

ORANews

ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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