Considerazioni sulla Festa dell’Oratorio – 2016

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Dal 13 al 19 giugno, il nostro Oratorio, si è fatto portavoce di un forte momento di comunità attraverso l’annuale festa di San Luigi. A distanza di qualche giorno, è bello ma anche doveroso trarre alcune considerazioni che ci permettano di leggere quanto avvenuto e dar così, voce, agli elementi che riteniamo interessanti per le prossime attività pastorali.

Il primo obbiettivo che, attraverso il lavoro della Commissione Oratorio, ci siamo posti, è stato quello di creare un’ulteriore occasione per rispondere al bisogno di condivisione che è proprio della realtà umana e identificativo dell’esperienza cristiana. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’assenza sempre maggiore circa la frequenta degli spazi della comunità sia in termini di presenza ma anche di responsabilità, di presa in carico di alcuni ruoli educativi e di testimonianza che fanno la differenza tra una consapevole appartenenza rispetto al fruire di qualche servizio.

Nei mesi precedenti alla manifestazione abbiamo cercato di sensibilizzare il maggior numero di persone a far parte di questo momento, utilizzando i diversi canali di comunicazione di cui disponiamo come la catechesi, i momenti celebrativi, i social, il passaparola. Abbiamo raccolto la disponibilità di molti volontari, soprattutto nelle fasce dei ragazzi, dei preadolescenti e degli adulti. Meno in quella degli adolescenti e decisamente poca in quella dei giovani. Non che sia mancata la presenza dei giovani per quanto concerne il mettersi a disposizione, ma nettamente inferiore rispetto alle altre.

Questo è un segnale su cui lavorare lungo il prossimo anno pastorale. Anche in questo caso, non siamo nuovi a considerazioni circa la presenza giovanile nella chiesa, diventano, però, un ennesimo indizio sulle priorità del nostro agire.

Credo che già a livello della proposta, dobbiamo passare ad un rafforzamento dell’incontro a tu per tu più che fidarci solamente dei social o degli avvisi che per quanto siano fatti bene, restano impersonali.

Un’altra valutazione, sempre a proposito della fascia giovani, va fatta in riferimento ai contenuti della proposta, ossia alle attività che hanno interessato la festa in sé. Vanno inserite certamente alcune novità rispetto alla classica sagra e negli ultimi anni abbiamo già provato diverse strade, ma non vorrei neanche cadere in quello che mi sembra il tranello della continua ricerca della cosa accattivante perché in fin dei conti il sedersi attorno ad un tavolo o ad una panchina per mangiare qualcosa e fare quattro chiacchiere è uguale dappertutto. Ciò che fa la differenza in modo sostanziale è il volerlo fare sia perché ti senti a casa e vuoi prenderti cura della tua casa o perché ti senti invitato e vuoi raccontare qualcosa anche di te. Comunque, cercheremo di non mancare nel creare qualche nuova attività, anzi, se ci fossero idee e proposte, condividiamole e teniamoci in contatto.

Elemento decisamente positivo è stato l’entusiasmo dei ragazzi che hanno prestato servizio, un motivo che ha fatto anche da traino per molti dei loro genitori. Il fatto che i genitori vedessero i loro figli felici e desiderosi di fare qualcosa per gli altri ha coinvolto buona parte di loro nelle attività ed ha contribuito a creare un diffuso senso di gradevolezza. Ha proprio ragione Gesù quando dice: “Se non diventerete come bambini.. (Mt 18, 1-5)”. È sempre più evidente che quando si creano le opportunità per prendersi cura delle persone che ami, allora, tutto acquista un altro sapore. Quand’è che noi siamo capaci di grandi cambiamenti, di grandi slanci o di affrontare prove che sembrerebbero insormontabili? Quando abbiamo qualcuno da amare o qualcuno che ci ama.

Un altro elemento positivo è dato dal fatto che momenti come la festa dell’Oratorio diventano l’opportunità per qualcuno di inserirsi in attività comunitarie che difficilmente vedrebbero la loro presenza. È vero che non si vive di “spot” e che non sempre una singola esperienza ti cambia la vita, ma mi piace pensare che Dio sappia raccogliere dei frutti anche in momenti come questi. Casomai dovremmo domandarci di come possiamo fare per continuare ad interloquire o a mantenerci in contatto.

Un’altra cosa interessante su cui potremmo riflettere, la colgo dalle considerazioni che si fanno con le persone a proposito dell’andamento della festa. Mi spiego: durante la settimana o nei giorni precedenti all’inizio della festa, si fanno, normalmente, quattro chiacchiere con la gente soprattutto in riferimento al fatto che si spera ci sia bel tempo altrimenti molto del lavoro andrebbe vanificato ecc. Quasi tutti, in queste occasioni, dicono che sperano che almeno sia bello il tempo per gli ultimi tre giorni, dove c’è l’apice della festa, facendolo coincidere con il maggior afflusso di persone. In realtà il momento più importante, quello che dà senso al nostro agire, al momento, è il giovedì sera, quando celebriamo la Santa Messa sottolineando il fatto che tutte le nostre attività hanno in Cristo la loro origine e verso Cristo il loro orientamento. Quest’anno, poi, il Vangelo di Luca al capitolo 11 ci ha invitato a approfondire il tema della preghiera e su questo passaggio, Monsignore ha messo in evidenza come la comunità tutta, a partire dagli ammalati prega ed è chiamata a pregare per le attività del nostro Oratorio. Tornando alle riflessioni di poco fa, bisogna prendere atto che la consapevolezza della gente sul momento più importante della festa va un po’ aiutata e che non si tratta solo di trovarsi a mangiare o ballare. Non so, potrebbe essere utile celebrare la Santa Messa la domenica mattina in Oratorio o pensare anche ad una veglia di preghiera. Ci penseremo. In ogni caso la Messa del giovedì è stato un momento intenso e di vera preghiera.

Un plauso va anche agli ambienti del nostro bellissimo Oratorio ed alla cura per la loro efficienza. Nel corso degli anni si è arrivati alla formula attuale che vede una buona funzionalità unita all’eleganza delle strutture. Complimenti a chi ogni giorno se ne occupa e alla comunità che stima questa realtà educativa.

Nel frattempo, lasciatemi ringraziare tutte le persone che a diverso titolo e in diversi modi si sono rese partecipi della realizzazione e della condivisione della festa dell’Oratorio. Un particolare ringraziamento va alla Commissione Oratorio per la proposta pastorale che interessa non solo la settimana dell’Oratorio ma l’intera programmazione educativa. Senza essere presuntuosi o tanto meno ingenui, noi ci auguriamo che da questa esperienza ognuno senta l’Oratorio un po’ più familiare e magari abbiamo gettato le basi per un’appartenenza più consolidata. I volti delle persone che hanno prestato servizio e che dopo il mio messaggio passeranno i rassegna, siano il miglior augurio per una buona continuazione.

Don Davide

Guarda la galleria con le foto della festa!

Lorenzo

Ciao a tutti! Mi chiamo Lorenzo e ho 16 anni. Faccio parte del gruppo “OnAir”.


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