Buona Pasqua

Una caratteristica che ci accomuna è la propensione a desiderare una vita serena ed evitare situazioni che ci facciano star male o creino qualsiasi condizione di sofferenza. Non c’è frustrazione più grande che il constatare che i nostri desideri vengano disattesi e quando questo, ripetutamente accade, può portarci alla rassegnazione. La rassegnazione non è la morte del desiderio, ne è piuttosto l’altra faccia. Lascia dentro una sorta di nostalgia e la nostalgia è sempre indizio che c’è qualcosa d’altro che portiamo dentro la nostra memoria anche se non l’abbiamo ancora sperimentato. C’è un “di più” al quale noi tendiamo e questo “di più”, sembra prevalere sulle differenti forme di morte che nient’altro sono che l’anticipazione della morte che avverrà al termine della nostra esistenza.

Noi esseri umani di fronte a questo problema, diciamo tutta la nostra impotenza ed è per questo che crediamo che qualcuno debba intervenire perché il desiderio di vincere la morte si realizzi. Nonostante questo, l’esperienza di vedere morire le persone anche quelle più care crea una forma di fatalismo. Noi possiamo certamente invocare una divinità che ci venga in soccorso, che vinca la morte ma l’esperienza ci dice esattamente il contrario e sembra che il destino umano sia solo quello di morire. Quanto ho appena detto lo viviamo in forma più o meno consapevole proprio nella nostra realtà culturale, segnata dall’era della tecnica, quando ci si accorge che la tecnica non può tutto, allora si è come rimandati dentro al flusso della vita cercando di godere il più possibile di quello che la vita offre. Ma la morte resta come abisso oltre al quale non è possibile andare.

La Bibbia ci presenta Dio come il dio della vita. Dio è amico delle persone umane e vuole liberarle dalla morte e dalle “morti”, quelle che segnano l’esistenza. Dio è capace di valicare il confine che gli umani hanno subìto per venire a cercarli e strapparli dalla morte. La Pasqua che cosa è se non l’annuncio che Dio è più forte della morte?  Quello che celebriamo nel triduo pasquale e in particolare nel giorno santo della Pasqua, è ben più di un desiderio, è la risposta che nella fede diamo alla proposta di vita di Dio di fronte ad ogni forma di morte. Il duello tra vita e morte, tra tenebre e luce, tra bene e male, sempre accompagna la nostra esistenza ed ecco che con la festa della Pasqua, noi non solo dichiariamo che apparteniamo al “team della vita” ma che il Dio della vita, vince la morte.

Quando diciamo: “Buona Pasqua” allora, noi Cristiani, auguriamo di credere al Dio che ci fa vivere.

ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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