Alla scoperta della bellezza

“Quanto manca?” È la domanda che i nostri carissimi ragazzi non si sono risparmiati di porci durante il viaggio in treno verso la capitale.

Quando si attende con ansia l’arrivo di qualcosa è normale voler sapere la distanza o il tempo che ci separa dalla meta. Ciò accade perché abbiamo l‘impressione che una volta giunti a destinazione potremo essere veramente felici. Il nostro desiderio però non si esaurisce tanto facilmente, prima vogliamo sapere quanto manca per Roma poi, quando siamo arrivati, vogliamo sapere quanto manca a San Pietro e così via. Forse inconsciamente pensiamo che la felicità sia il raggiungimento di uno dei tanti obiettivi che ci poniamo, ma a mio parere, se viviamo in questo modo rischiamo di non goderci niente, siamo talmente ansiosi di voler sapere i dettagli sul futuro che non riusciamo a gustare la bellezza del presente.

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Don Davide, durante una breve riflessione ci ha invitati proprio a questo: vedere il bello che ci circonda in qualsiasi momento, anche in fila sotto il sole per entrare in S.Pietro o durante la scalata dei 551 gradini per raggiungere la cupola della chiesa più grande del mondo.

Pellegrinaggio giovani Roma 2016 - 17 di 52

Talvolta noi adulti non sappiamo fare altro che lamentarci delle giovani generazioni perché non siamo in grado di comprendere il grido del loro cuore.

Negli atteggiamenti e nei volti dei ragazzi che ho accompagnato ho visto chiaramente il desiderio di felicità e la ricerca di qualcosa (o Qualcuno?) che fosse in grado di saziare la fame del loro cuore irrequieto.

Spetta a noi ricordare loro che l’obiettivo non è mettere uno stop a questo grido con delle distrazioni, con una collezione di “esperienze” da consumare che per un secondo diano l’impressione di essere vivi.

Quello che dobbiamo insegnare loro è la bellezza; la nostra grandezza è questa disponibilità originale del cuore verso la felicità infinita.

Ogni giorno a Roma giungono persone da ogni angolo della terra per godere della bellezza e del fascino che questa genera. Anch’io, dopo aver assaporato questo clima, torno a casa disposta a non rassegnarmi. Non mi dimetto dal tentativo di essere felice. Questo è quello che auguro ai ragazzi: abbiate il coraggio della felicità e di dire no alla cultura della superficialità che non vi ritiene in grado di assumere responsabilità e affrontare le grandi sfide della vita.

Mariachiara

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ORANews

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Oratorio San Luigi di Leno


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